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          L’approccio attivo di ARK (Parte 2): perché ETF attivi per investire nell’innovazione dirompente… e perché ora

          16 June 2026

          11 Min Read

          Punti Chiave

          Pubblichiamo la Parte 2 della nostra serie sul perché la gestione attiva all’intersezione tra mercati privati e mercati pubblici resti l’approccio più convincente per investire nell’innovazione dirompente. Il momento è scelto deliberatamente: l’ondata di IPO sta accelerando, a cominciare dalla storica quotazione di SpaceX della scorsa settimana e dalla relativa allocazione di ARK; l’attività di ARK sui mercati privati ha ormai superato i 2 miliardi di dollari di asset.

           

          Le origini e l’evoluzione di ARK

          Fondata nel 2014 da Cathie Wood, ARK Invest si concentra esclusivamente sull’innovazione dirompente e, a partire dal 2023, ha esteso il proprio raggio d’azione alla sostenibilità e ai megatrend globali attraverso ARK Invest Europe. Il percorso di Cathie Wood ha plasmato la sua convinzione che le opportunità d’investimento più significative si trovino non nei settori tradizionali, ma all’avanguardia del cambiamento tecnologico, sociale ed economico. Prima di fondare ARK, Cathie è stata Chief Investment Officer (CIO) per le Global Thematic Strategies presso AllianceBernstein dal 2002 al 2014, gestendo oltre 5 miliardi di dollari di masse, un’esperienza che ha plasmato sia la sua filosofia d’investimento sia la sua comprensione di come i mercati valutino erroneamente l’innovazione di lunga durata.

          Un’estensione naturale di questa filosofia è stata la consapevolezza di Wood che alcune delle opportunità dirompenti più convincenti non fossero ancora accessibili agli investitori dei mercati pubblici. ARK ha quindi avviato la propria attività negli asset privati nel 2022, investendo a livello di cap table al fianco di fondatori e investitori in fase iniziale. Attraverso i propri prodotti di venture privati, ARK ottiene esposizione alle società prima della loro quotazione, sviluppa una conoscenza proprietaria delle loro unit economics e delle loro dinamiche competitive e mette a punto un quadro analitico che conferisce agli investimenti di Wood un autentico vantaggio quando tali società approdano infine sul mercato.

          L’attività negli asset privati è cresciuta rapidamente. Avendo superato i 2 miliardi di dollari di masse gestite a metà del 2026, il prodotto di venture di ARK riflette la domanda istituzionale costante di un’esposizione attiva e guidata dalla ricerca all’innovazione privata e conferma la tesi secondo cui il confine tra investimenti sui mercati privati e su quelli pubblici si sta assottigliando. Le società che definiranno il prossimo decennio di crescita svolgono spesso il loro lavoro più importante prima di quotarsi sui mercati pubblici.

          SpaceX è forse l’esempio più emblematico. ARK ha investito in SpaceX attraverso nove distinte operazioni sui mercati privati, sviluppando una conoscenza approfondita dell’attività, della sua struttura del capitale, delle sue curve di costo e della rilevanza strategica di Starlink. È importante sottolineare che questa conoscenza accumulata non svanisce al momento dell’IPO. Diventa il fondamento analitico del modo in cui ARK si rapporta al titolo come società quotata, attraverso una pratica d’investimento che dispone di un contesto nettamente più ampio rispetto a qualsiasi investitore che lo incontri per la prima volta nel giorno della quotazione.

          Filosofia d’investimento: competenza specialistica e convergenza tecnologica

          La strategia d’investimento di ARK si fonda sulla premessa semplice ma esigente che, per individuare precocemente l’innovazione dirompente, occorra comprenderla a fondo. Ciò significa assumere esperti di settore – scienziati, ingegneri e tecnologi – che lavorano al fianco dei professionisti degli investimenti, integrando le rispettive competenze nel processo d’investimento guidato dalla ricerca anziché trattarle come comparti stagni. Gli analisti e i professionisti degli investimenti di ARK che si occupano di IA non sono generalisti che leggono ricerche sull’IA. Lavorando insieme, costituiscono un team di operatori in grado di valutare le architetture dei modelli, di stimare le traiettorie dei costi di inferenza e di comprendere dove è probabile che si formino i vantaggi competitivi (moat).

          Il team di ricerca e investimento di ARK riconosce che le tecnologie dirompenti non si sviluppano in modo isolato. ARK definisce l’innovazione dirompente in base a tre caratteristiche: cali dei costi rapidi e duraturi, secondo quanto descritto dalla legge di Wright;2 una domanda in crescita man mano che i costi diminuiscono; e un impatto trasversale ai settori quando la tecnologia converge con piattaforme adiacenti. Le opportunità d’investimento più interessanti si collocano spesso all’intersezione di due o più delle cinque aree di interesse di ARK – Intelligenza Artificiale, Robotica, Stoccaggio dell’energia, Tecnologia blockchain e Sequenziamento multiomico – cosicché la loro convergenza accelera il ritmo del cambiamento e ne amplia il mercato indirizzabile oltre ciò che ciascuna tecnologia potrebbe sbloccare da sola.

          SpaceX illustra in modo convincente questa tesi della convergenza. Il costo per lanciare in orbita un chilogrammo di carico utile è diminuito di oltre il 90% negli ultimi due decenni,3 grazie allo sviluppo da parte di SpaceX di razzi riutilizzabili: una traiettoria che rispecchia la curva dei costi che ARK monitora anche su altre piattaforme dirompenti. Questo calo dei costi ha sbloccato una domanda del tutto nuova: Starlink, con oltre dieci milioni di abbonati e in crescita, ne è la diretta conseguenza commerciale. Ma SpaceX non è semplicemente un’attività di lanci o un fornitore di internet satellitare. La fusione dell’infrastruttura di SpaceX con xAI,4 la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, dà vita a una convergenza autenticamente inedita: un’infrastruttura di connettività in orbita bassa integrata con capacità di calcolo e di inferenza dell’IA, con potenziali applicazioni nei sistemi autonomi, nel telerilevamento e nella trasmissione globale dei dati.

          Comprendere questa convergenza richiede che i nostri analisti di ricerca e investimento valutino simultaneamente sia l’economia dei costi satellitari sia le implicazioni dell’architettura dell’IA. È esattamente il tipo di analisi che il modello di ricerca di ARK è concepito per produrre. A nostro avviso, i fondi indicizzati passivi non possono, per loro stessa natura, replicare tali intuizioni.

           

          Perché ETF attivi per l’innovazione dirompente, e perché ora?

          L’IPO di SpaceX rafforza gli argomenti strutturali a favore della gestione attiva nell’innovazione dirompente.

          1. Selezionare i vincitori in mercati «winner-take-most»

          Non tutte le società del settore dell’innovazione saranno vincenti e il successo delle tecnologie dirompenti è spesso irregolare. Una gestione attiva non vincolata ai benchmark consente ad ARK Invest di muoversi in modo altamente selettivo sulle società con i fondamentali più solidi, i vantaggi competitivi più duraturi e le traiettorie di crescita più credibili. Molte delle società dirompenti più rilevanti restano al di fuori dei benchmark azionari standard a causa delle loro dimensioni o del loro profilo di copertura proprio nel momento di massima opportunità. L’approccio di ARK, indifferente ai benchmark e sostenuto dal proprio Open Research Ecosystem, è concepito per individuarle precocemente.

          2. IPO, conoscenza dei mercati privati e il vantaggio dell’agilità

          SpaceX (SPCX) è stata quotata sul Nasdaq il 12 giugno 20265 a un prezzo di 135 dollari per azione, per una valutazione di circa 1.750 miliardi di dollari – la più grande IPO della storia – superando persino lo storico debutto di Saudi Aramco del 2019. In quanto gestore attivo con nove precedenti investimenti in SpaceX sui mercati privati, ARK non affronta questa operazione come un’incognita. Il modello di business, le curve di costo, la logica strategica dell’integrazione con xAI e l’andamento degli abbonati di Starlink – tutti resi pubblici per la prima volta nel recente S-1 della società – sono elementi che analizziamo e «mettiamo alla prova» da anni. Di conseguenza, possiamo dimensionare nuove posizioni successive all’IPO con convinzione fin dal primo giorno.

          Ciò è importante, a nostro avviso, perché le allocazioni IPO, a cui ARK accede attraverso la partecipazione attiva dei suoi vari ETF all’offerta, vengono assegnate all’apertura del mercato. È significativo che l’ETF UCITS di ARK abbia allocato all’apertura del mercato il 7,97% nell’ARK Space and Defence Innovation UCITS ETF, il 3,23% nell’ARK Artificial Intelligence and Robotics ETF e il 4,13% nell’ARK Innovation UCITS ETF, dato il nostro accesso diretto e la nostra convinzione sul titolo. Un investitore che attende, per scelta o per vincolo, acquista un titolo che potrebbe essersi già spostato in misura rilevante rispetto al prezzo di emissione. Le quotazioni molto attese aprono spesso ben al di sopra del prezzo di IPO, quando la domanda dei piccoli investitori e di quelli istituzionali si incontra nelle prime fasi di negoziazione. La possibilità di partecipare all’apertura, anziché inseguire un movimento infragiornaliero, è un vantaggio significativo e sottovalutato.

          I fondi indicizzati passivi, al contrario, si trovano in una situazione strutturalmente diversa che solleva una questione più ampia. La regola «Fast Entry» del Nasdaq, introdotta nel marzo 2026, consente alle IPO mega-cap di entrare nel Nasdaq-100 entro 15 giorni di negoziazione dalla quotazione, rispetto al precedente periodo di rodaggio di tre mesi. Era opinione diffusa che la modifica della regola fosse stata concepita pensando a SpaceX. Ed è legittimo chiedersi: quando un fornitore di indici riscrive la propria metodologia di inclusione per accogliere una singola quotazione, il benchmark funziona ancora da benchmark? Lo scopo originario di un periodo di rodaggio era deliberato: consentire la formazione del prezzo, stabilizzare il flottante e impedire che una società appena quotata distorca immediatamente un indice basato su regole. La legge di Goodhart offre qui un utile spunto: quando una misura diventa un obiettivo, cessa di essere una buona misura. Gli investitori che scelgono un’esposizione indicizzata passiva sulla base del fatto che è guidata da regole e prevedibile dovrebbero prestare attenzione quando tali regole vengono modificate a metà del ciclo.

          In effetti, i meccanismi sono probabilmente sfavorevoli per chi detiene strumenti passivi. I fondi che replicano il Nasdaq-100 non possono aggiungere SpaceX prima della fine di giugno o dell’inizio di luglio,6 ossia ben dopo che il titolo ha iniziato a essere negoziato e dopo la chiusura della finestra di allocazione dell’IPO. Quando acquistano, devono farlo in modo meccanico, al prezzo qualunque esso sia raggiunto dal mercato, spinti da un ribilanciamento forzato anziché da una valutazione d’investimento. Secondo le stime, sarà necessario un volume complessivo di acquisti automatici pari a circa 22–27 miliardi di dollari tra i fondi che replicano il Nasdaq-100 e gli indici Russell.7 Si tratta di un flusso consistente e insensibile al prezzo, che affluisce nel titolo settimane dopo gli investitori più indicati per valutarlo.

          3. Orizzonte di lungo periodo contro rumore di mercato di breve periodo

          I mercati si lasciano facilmente distrarre dai movimenti di prezzo di breve periodo e dai risultati trimestrali. L’approccio di ARK sfrutta un arbitraggio temporale strutturale fondato sulla legge di Amara,8 la tendenza a sovrastimare l’impatto di una tecnologia nel breve periodo e a sottostimarne l’effetto nel lungo periodo. I fondi indicizzati sono particolarmente esposti a questa dinamica, perché la loro composizione riflette ciò che è già diventato grande e liquido, non ciò che sta diventando grande e liquido. Il processo di ricerca di ARK è orientato a individuare le società il cui potenziale di crescita di lunga durata non si riflette ancora nei prezzi di mercato.

          4. La competenza specialistica come vantaggio analitico

          Il team di ricerca di ARK comprende esperti di settore su tutte e cinque le sue piattaforme di innovazione, analisti le cui conoscenze e metodologie consentono loro di valutare l’economia dei modelli di IA, di stimare le traiettorie dei costi del sequenziamento genomico e di comprendere i vincoli ingegneristici che regolano il dispiegamento delle costellazioni satellitari. Di conseguenza, ARK è in grado di analizzare complessi documenti di IPO con una profondità che gli investitori generalisti non possono replicare con facilità. L’S-1 di SpaceX, ad esempio, evidenzia perdite significative legate all’IA derivanti dall’integrazione con xAI, a fronte di una solida crescita degli abbonati e dei ricavi di Starlink.9 Interpretare il significato di tali dati per i flussi di cassa di lungo periodo e per il posizionamento competitivo richiede una padronanza simultanea dell’economia delle infrastrutture spaziali e dell’intensità di capitale dell’IA: esattamente il tipo di analisi convergente che il modello di ricerca di ARK è concepito per padroneggiare.

           

          Conclusioni

          I vantaggi strutturali della gestione attiva degli investimenti nel contesto dell’innovazione dirompente sono ben consolidati. Ciò che rende l’attuale contesto particolarmente convincente è la convergenza di diversi fattori: una pipeline di IPO di rilievo che porta per la prima volta sui mercati pubblici società prima private e capaci di definire le proprie categorie; regole degli indici passivi che creano un ritardo strutturale e impongono acquisti meccanici a prescindere dal prezzo; e una convergenza tecnologica – tra IA, infrastrutture spaziali, robotica e genomica – la cui navigazione richiede un’autentica competenza specialistica.

          L’attività di ARK negli asset privati, le sue relazioni dirette a livello di cap table e il suo team di esperti di settore sono concepiti per cogliere proprio questo tipo di opportunità. Investimenti come SpaceX – seguiti attraverso nove operazioni private prima della recente IPO – mostrano come questo approccio si traduca nella pratica: una conoscenza approfondita e longitudinale di un’attività, costruita negli anni e impiegata con convinzione nel momento di massima rilevanza. È una capacità che una strategia di replica indicizzata basata su regole è strutturalmente incapace di raggiungere.

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